REGGIO EMILIA – “Gli stipendi sono troppo bassi, rispetto alle responsabilità cui questi professionisti della sanità sono chiamati sia negli ospedali sia a livello di comunità”. Non ha dubbi, l’assessore regionale alla sanità dell’Emilia Romagna, Massimo Fabi, a identificare la ragione principale della crisi di vocazioni che sta colpendo gli infermieri.
La carenza di infermieri in Emilia Romagna oramai è diventa strutturale. In regione ne mancano oltre 5.000, di questi 1260 tra Reggio e Modena. In più, il 40% degli infermieri assunti nell’azienda Usl di Reggio ha oltre 50 anni. Su cosa intende agire la Regione per cercare di invertire questa tendenza? “Il primo intervento deve partire da Roma con l’adeguamento degli stipendi all’interno del contratto nazionale del settore. Poi ci sono azioni che competono alla Regione – spiega l’assessore Fabi – Dobbiamo garantire la qualità del lavoro puntando sulla formazione e sulla sicurezza degli operatori. In tal senso sono molto importanti le intese con Questure e Prefetture“.
E poi c’è la questione tutt’altro che secondaria degli alloggi che non si trovano. “Garantire alloggi di qualità a costi sostenibili è una priorità non soltanto per rispondere al bisogno di personale della sanità, ma per l’attrattività complessiva dell’Emilia Romagna”, conclude Fabi.
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