REGGIO EMILIA – Un “fatto di dimensioni colossali”, il trionfo di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt con il 45% dei consensi è un monito all’intera Europa. Ne è convinto Romano Prodi, che nella sua analisi inserisce l’esito del voto nel piccolo land dell’ex Germania dell’Est all’interno di una più ampia tendenza di autoritarismo mondiale che, “da Trump a Putin, sta erodendo lentamente le nostre democrazie”. Attacco che si è tradotto nel ritorno della guerra come strumento per affrontare le crisi internazionali in Ucraina, come a Gaza e in Iran. Non è un caso che il senatore del Pd Graziano Delrio abbia commentato con preoccupazione il successo dell’Afd partecipando a un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità sugli 800 anni di San Francesco, messaggero di pace: “Mentre diciamo che la soluzione dell’estrema destra è molto preoccupante, dobbiamo imparare da quella lezione a essere vicini ai cittadini e alle loro paure”, ha detto l’ex sindaco di Reggio.
Nella loro analisi, però, sia Prodi sia Delrio non lesinano critiche alle scelte compiute dall’Europa. L’ex premier evidenzia la paralisi istituzionale di Bruxelles, bloccata da dinamiche come il diritto di veto, che i singoli Stati membri non hanno intenzione di cambiare. Delrio chiede che si acceleri sulla difesa comune: “L’Europa deve fare investimenti congiunti, non il riarmo dei singoli Stati”.
Paura degli stranieri, paura della povertà, paura come motore del ritorno dei nazionalismi in Occidente, che un secolo fa fecero da detonatore alla Seconda Guerra Mondiale. Costruire la pace però è ancora possibile a patto di accettare le sfide di quest’epoca complessa. Per padre Giuseppe Buffon, rettore della Pontificia Università Antonianum di Roma, “la pace, ce lo ha insegnato Francesco, è “abitare i conflitti” e trovare soluzioni alternative”.
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