REGGIO EMILIA – Ennesima aggressione ai danni del personale sanitario quella che si è consumata ieri sera, qualche minuto prima delle 22, al pronto soccorso dell’ospedale cittadino.
Due infermiere sono state picchiate da una ragazza di 17 anni. “Ero accovacciata vicino a lei, per mostrarle empatia e provare ad aiutarla – il racconto di una delle donne, di 27 anni – Improvvisamente, è cambiato tutto: mi ha dato due pugni alla mandibola. Sono caduta a terra, ha iniziato a calciarmi con una violenza inaudita“. La collega 30enne, che ha provato a soccorrerla, è stata colpita a sua volta dalla ragazza che le ha sferrato pugni al volto, tirandole poi i capelli. Una delle due infermiere è riuscita a divincolarsi e a correre verso il pulsante di allarme. L’arrivo delle guardie giurate ha fatto scattare i protocolli, bloccando la minore in attesa degli agenti di polizia, giunti sul posto una decina di minuti dopo.
Quanto alle due infermiere, una ha riportato la frattura della mandibola con 30 giorni di prognosi, l’altra sette giorni per contusioni varie. Le vittime dell’aggressione chiedono un presidio di polizia h24 e sistemi più rapidi per la chiamata dei soccorsi, Gennaro Ferrara, segretario generale della Cisl Fp Emilia Centrale, aggiunge: “Questa ennesima storia di violenza arriva dopo quella del 24 ottobre scorso. Le nostre colleghe entrano in servizio per aiutare le persone e devono poter tornare a casa sane e salve. Per ottenere questo occorre avere un sistema più rapido di chiamata dei soccorsi oltre a dispositivi indossabili. A Modena abbiamo ottenuto l’accordo per sperimentare le bodycam sul 118, a Reggio lo chiediamo da tempo, anche per il pronto soccorso, ma lettere e appelli cadono nel vuoto”.








