BAISO (Reggio Emilia) – In questi ultimi anni l’espansione del business nel settore degli impianti fotovoltaici rappresenta una delle opportunità commerciali più redditizie del decennio, trainata dalla necessità di ridurre i costi operativi e azzerare la dipendenza dai mercati energetici. In quest’ottica, nei mesi scorsi sono stati presentati due progetti, entrambi a Baiso ed entrambi attorno a vecchie cave ormai dismesse e mai recuperate.
Una è la ex Cava Mattioli: è il terreno scelto dalla società Baiso Solar per edificare un impianto da quasi 10 megawatt di potenza e con una superficie fino a 15 ettari, è denominato “Castagneto Solar 1” e sarebbe in grado di produrre energia elettrica in grado di coprire il fabbisogno annuo di alcune migliaia di famiglie. Dall’altra parte del promontorio, c’è la ex Cava Talami: è il luogo scelto dalla seconda azienda, la Società Valsir, per edificare il secondo impianto fotovoltaico. Anche in questo caso è stata chiesta l’attivazione di una Procedura Abilitativa Semplificata (Pas) per la realizzazione dell’opera, che avrà una potenza massima teorica di oltre 7mila kilowatt.
Il progetto, oltre ai due impianti, prevede un elettrodotto da realizzarsi a Roteglia di Castellarano e, quindi, a diversi chilometri di distanza. Investimenti separati, dunque, ma con un unico scambio. Dopo la presentazione dei progetti, la palla è passata alla conferenza degli enti per la fase di raccolta dei pareri. Come da copione, dev’essere convocata la procedura di Pas che è stata indetta e solo tra qualche mese, verosimilmente in autunno, verrà reso noto se il progetto abbia ricevuto o meno il semaforo verde.
Giova ricordare, tuttavia, come negli ultimi anni opere di questo tipo, nella nostra provincia, abbiano invece ricevuto parere contrario. E’ successo per quella al confine tra Pratissolo di Scandiano e Borzano di Albinea ed è successo per quelle che sarebbero dovute sorgere a Calerno di Sant’Ilario.
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