REGGIO EMILIA – Erano accusati di far parte di un’associazione a delinquere dedita al narcotraffico, ma sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto. È la sentenza di primo grado emessa dal collegio dei giudici del tribunale di Reggio Emilia (presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Luigi Tirone) nei confronti di sei imputati che avevano scelto il rito ordinario. L’inchiesta era scaturita dall’operazione denominata “Maffi” condotta dalla guardia di finanza di Bologna e coordinata dalla procura distrettuale antimafia facendo emergere un giro di cocaina importata in Italia dall’Olanda (dove approdava nei porti dal Sudamerica) per poi arrivare nella Bassa Reggiana, ma anche nel resto dell’Emilia, Lombardia e Marche, tramite corrieri che utilizzavano auto con doppi fondi realizzati da officine compiacenti.
In udienza preliminare, 9 su 17 avevano optato per l’abbreviato (con diverse condanne, tra cui anche un ex carabiniere). Per i sei andati a dibattimento, il pm della Dda Marco Forte aveva chiesto, al termine della requisitoria, condanne per tutti fino a 12 anni. La più alta era stata formulata per un 50enne albanese ritenuto leader della presunta organizzazione. Alla sbarra erano finiti anche un 55enne di Carpi (Modena), un 59enne di Gualtieri, un 38enne di Guastalla, un 43enne e un 46enne entrambi gravitanti nel reggiano. Ma stamattina sono stati tutti assolti.












