REGGIO EMILIA – Le telecamere della televisione pubblica belga all’interno delle strutture per la prima infanzia di Reggio, che sono state raccontate in un documentario come modello da cui trarre esempio.
Il sistema educativo della città di Reggio Emilia torna sotto i riflettori internazionali come modello pubblico di eccellenza da cui trarre esempio. A raccontare in particolare i servizi per la prima infanzia, 0-3 anni, è stata questa volta la televisione di stato belga RTBF nel documentario dal titolo ‘Crèches, la couche est pleine’, trasmesso dal programma di approfondimento giornalistico ‘Investigation’.
La troupe dell’emittente belga è stata al nido d’infanzia Bellelli, dove le telecamere hanno ripreso il lavoro quotidiano che si fa con i bambini. L’inchiesta analizza la difficile situazione che si sta attraversando in Belgio: dalla carenza di personale alla forte pressione sugli operatori, dalle disuguaglianze economiche tra strutture alla scarsità di posti disponibili e i crescenti interrogativi sulla qualità del sistema educativo. Ed è in questo contesto che si è guardato alla esperienza reggiana come esempio di una rete che continua a funzionare e a essere riconosciuto a livello globale.
Nel corso delle riprese sono state raccolte le testimonianze della pedagogista Elena Maccaferri, di Claudia Castaldo, mamma di una bambina che frequenta il nido, e dell’assessora a Educazione del Comune di Reggio Emilia Marwa Mahmoud, che ha illustrato il valore pubblico e sociale del sistema educativo cittadino.
Il documentario è attualmente disponibile sulla piattaforma online della televisione belga, visibile solo in Belgio, ma prossimamente potrà essere visto integralmente sulla pagina YouTube del programma, mentre sui canali social di Reggio Children si può vedere la parte dedicata a Reggio Emilia e sottotitolata in italiano.
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