REGGIO EMILIA – Le testate giornalistiche si trovano sempre più spesso a fronteggiare un fenomeno dalle conseguenze potenzialmente letali per l’informazione: è il cosiddetto diritto all’oblio. Persone condannate al termine di procedimenti giudiziari di varia gravità o comunque coinvolte in fatti di cronaca chiedono che delle loro vicende non si parli più, invocano il diritto di essere dimenticate. Qual è l’ostacolo all’oblio? La permanenza in rete degli articoli che si sono occupati di loro. Prima un sentenza della Corte Europea del 2014 e poi un Regolamento europeo del 2018 hanno sancito questo diritto.
Le norme si fondano su un principio: passato un certo lasso di tempo, un fatto perde di attualità e dunque viene meno l’interesse pubblico. Ma è davvero così? I protagonisti delle stragi e degli omicidi degli anni Settanta e Ottanta devono essere tutelati dell’oblio? E dopo quanto tempo scatta il diritto ad essere dimenticati? Lo strumento individuato per rendere effettivo il diritto all’oblio è la deindicizzazione dell’articolo: la notizia non viene cancellata, ma diventa irreperibile attraverso i motori di ricerca.
La vaghezza delle norme, la cui applicazione è lasciata alla sensibilità del giudice, ha aperto la strada a una valanga di richieste di deindicizzazione. Alla nostra redazione, solo nelle ultime settimane, è arrivata tra le altre la richiesta di un professionista, coinvolto in una delle pagine più inquietanti della storia recente della città, condannato in via definitiva con l’aggravante del metodo mafioso. Chiede di deindicizzare tutti gli articoli che raccontano la sua vicenda giudiziaria, che si è conclusa da pochi anni. Abbiamo ricevuto anche la richiesta di alcuni imprenditori le cui aziende sono state travolte da un dissesto finanziario. L’articolo più vecchio di cui chiedono la deindicizzazione è di due anni fa.
Per le società editoriali il dilemma non è di semplice soluzione. Rispondere no significa affrontare un contenzioso dai costi potenzialmente elevati e dall’esito incerto. Accogliere la richiesta significa invece assecondare la progressiva erosione della memoria storica collettiva. Si dice: ma la notizia non viene cancellata dagli archivi dei siti, ma solo deindicizzata. Ma se una notizia è inaccessibile ai lettori, a cosa serve?
Telereggio legge diritto di cronaca giurisprudenza Diritto all'oblio Interesse pubblico Testate giornalistiche








