VETTO (Reggio Emilia) – Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro specialistico, con associazioni ambientaliste e comitati, del dibattito pubblico dedicato alla discussione del progetto di realizzazione del nuovo invaso montano in Val d’Enza e delle azioni sinergiche, finalizzato a soddisfare i fabbisogni idrici per i comuni delle province di Reggio Emilia e Parma.
“Questi incontri sono un’occasione preziosa perché mettono in relazione i diversi protagonisti sulle alternative di invaso e sulle opere sinergiche del bacino del torrente”, le parole di Andrea Pillon, responsabile del dibattito pubblico. Tra le realtà presenti anche il neonato coordinamento per la tutela del torrente Enza, che è stato ufficialmente presentato alla stampa quest’oggi. Si tratta di una realtà formata da una rete di associazioni ambientaliste, culturali e comitati che denunciano con forza il percorso verso la costruzione della diga. Un’opera definita senza mezzi termini “un errore storico” e, sempre secondo il coordinamento, destinata a produrre danni irreversibili al territorio e a compromettere il futuro dell’agricoltura della valle.
“Un’opera come questa, la più grande dopo l’Alta Velocità, non può esaurirsi con due incontri pubblici e quattro online – il pensiero di Duilio Cangiari, del coordinamento – Se tecnicamente il percorso è corretto, dal punto di vista partecipativo è inadeguato. Preoccupa poi il continuo riferirsi a quantità e qualità dell’acqua potabile di cui non capiamo l’esigenza. Su questo non mancheremo di interpellare i gestori del servizio idrico integrato”.
Bocciato anche il documento di fattibilità delle alternative progettuali sulla diga, definito fragile, lacunoso e tecnicamente debole, non all’altezza della complessità dell’opera. Il coordinamento denuncia, inoltre, l’assenza di una seria valutazione delle alternative reali, come ad esempio l’efficientamento delle pratiche irrigue.
L’iter del dibattito pubblico è proseguito con un tavolo di lavoro, riunitosi nelle scorse ore, con sindaci e i presidenti delle due Province interessate dall’infrastruttura. Il termine ultimo per le associazioni per presentare osservazioni in merito scadrà il prossimo 29 gennaio.
Reggio Emilia Vetto diga di Vetto ambientalisti reggiani










