GUASTALLA (Reggio Emilia) – Bianco e nero. Buio e luce. Nessuna via di mezzo, nessun colore. Eppure dalle immagini emergono dettagli insoliti e atmosfere che altrimenti resterebbero invisibili. E’ questo il linguaggio visivo del fotografo reggiano Vasco Ascolini, che attraverso le opere esposte nelle sale del Palazzo Ducale di Guastalla è in grado di suscitare emozioni profonde in chi guarda. La mostra “Dentro il Nero”, curata di Gloria Negri resterà aperta fino al primo febbraio e accompagna il visitatore attraverso il percorso artistico dell’artista, ripercorrendo alcune tappe fondamentali della biografia creativa.
Tra i temi centrali c’è lo stesso Palazzo Ducale. Una serie di 18 fotografie riporta indietro di quasi 30 anni, quando l’edificio non era ancora restaurato. L’obiettivo di Ascolini, insieme a quello di Bruno Cattani, aveva catturato la suggestione degli spazi segnati dal tempo, vissuti, abbandonati, ma sempre prestigiosi. Poi il rapporto con il teatro, aspetto fondamentale per Ascolini che è stato il fotografo ufficiale del Teatro Valli di Reggio per 17 anni, fino al 1990. Le sue immagini non documentano semplicemente una rappresentazione, ma diventano esse stesse rappresentazione: Marcel Marceau, Lindsey Kemp, il teatro Kabuki emergono attraverso dettagli, gesti e azioni che diventano spettacolo. Infine, i viaggi e la ricerca del bello: architetture, statue, opere d’arte, giardini e spazi culturali fotografati con tagli di luce che penetrano il buio, cifra inconfondibile di una sensibilità che, grazie alla macchina fotografica, ci invita ad entrare “Dentro il Nero”.
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