REGGIO EMILIA – Obbligo di partecipazione a percorsi linguistici per i genitori di studentistranieri che non conoscono l’italiano, utilizzando la rete dei Cpia, ossia i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Lo prevede il nuovo decreto scuola voluto dal ministro Valditara. A Reggio le sedi dei Cpia sono una trentina e attualmente accolgono quasi 2.000 iscritti, tra cui una cinquantina di minori sopra i 16 anni. Si tratta prevalentemente di stranieri, provenienti da 80 Paesi del mondo. Ma le liste di attese sono corpose, come evidenzia ai nostri microfoni il direttore Luciano Caselli: “Abbiamo circa 800 iscritti in lista d’attesa e non é mica poco”.
La misura introdotta dal Governo rischia dunque di complicare una situazione già molto difficile: “Non so quanti saranno coloro che verranno inviati qui per imparare l’italiano, ma questi si andranno a sommare agli 800 che vogliono imparare l’italiano e a cui al momento non siamo in grado di offrire una soluzione per mancanza di spazi e mancanza di organico”.
Da quale fattore dipende la carenza di docenti? “I Cpia sono l’unico tipo di scuola pubblica il cui organico é definito a priori, indipendentemente dal numero di studenti. Il nostro organico é stato definito anni fa”.
Una situazione che influisce negativamente sull’integrazione: “Le normative hanno poi bisogno di gambe su cui camminare“.
In città la sede del Cpia é in via Verdi.
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