REGGIO EMILIA – L’Ordine reggiano dei medici sta approfondendo il caso che coinvolge il dottor Robbi Manghi e sta raccogliendo elementi che riguardano la sua attività. A sua volta, il medico reggiano ha inviato allo stesso ordine il materiale per difendersi sul piano deontologico, dopo le polemiche che lo hanno investito.
E’ sempre più complessa e delicata la vicenda che coinvolge il professionista, consulente della seconda commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, manager della Banca Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio 13 anni fa. Il quadro che emerge dalla sua perizia medico scientifica, approvata dalla commissione, è compatibile con l’ipotesi dell’omicidio a seguito di una colluttazione.
La polemica è scoppiata dopo la presa di posizione della Famli: la federazione italiana, che riunisce una quindicina di associazioni di medici legali, ha sottolineato il fatto che il dottor Robbi Manghi non abbia mai conseguito la specializzazione in medicina legale. Manghi è un geriatra e come tale è iscritto all’Ordine dei medici, ma da quasi 30 anni esercita attività come medico legale, come consulente tra gli altri del tribunale di Reggio, del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’Ausl.
Sulla base di tali requisiti, il presidente della commissione d’inchiesta, il deputato reggiano di fratelli d’Italia Gianluca Vinci, ha proposto il suo nome. Mentre la Famli solleva un tema di chiarezza e trasparenza e l’Ordine dei medici di Reggio sta valutando la situazione, il deputato Vinci ribadisce che le norme sono state rispettate e il dottor Manghi si difende dicendo di avere tutte le competenze necessarie per affrontare un caso come quello della morte di David Rossi.
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