REGGIO EMILIA – “E’ un piccolo testo che a me era piaciuto molto”. Il piccolo testo in questione recita così: “Il piacere di un tempo, quando al bar di sera si guardava il giornale per vedere che film davano in provincia, e poi si partiva in tre o quattro, in macchina, in mezzo alla nebbia”. E’ contenuto in libro la cui prima edizione festeggia vent’anni: ‘Opere complete di Learco Pignagnoli’. Il curatore, o meglio l’inventore, è Daniele Benati.
Leggere le sue creazioni letterarie “è come ascoltare uno che parla da solo per tutta la sera, in località Masone, sulla via Emilia dov’è nato e cresciuto”, diceva di lui Gianni Celati. “Uno dei più grandi intellettuali che ci siano mai stati negli ultimi decenni in Italia, mi sono sempre sentito molto onorato di potergli essere amico”.
La camera da letto di Daniele Benati a Masone è in un famoso scatto di Luigi Ghirri che in comune con lo scrittore reggiano e con il fratello pittore Davide aveva il mito di Bob Dylan. “A lui e anche a mio fratello Davide devo molto dell’interesse che ho poi avuto per la cultura – ci confida Benati nella lunga intervista che Telereggio trasmetterà il giorno di Pasqua alle 12.45 – Ad esempio io ho fatto il liceo però non studiavo mai. L’unica cosa che facevo era cercare di capire cosa dicevano i testi di Bob Dylan o dei Rolling Stones e dei Beatles”.
Daniele Benati ha insegnato italiano all’estero in prestigiose università tra cui Harvard e Boston. E’ anche traduttore e conosciuto per un esperimento sorprendente: la versione in dialetto reggiano di alcune prose brevi di Samuel Beckett.
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