REGGIO EMILIA – L’Emilia Romagna corre ai ripari contro l’aumento dei casi di disagio psichico e psicologico. Nel 2023 gli assistiti dai Servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sono stati 64.975, il 4,2% in più rispetto al 2021, 80.740 quelli trattati dai Centri salute mentale adulti (+9,2%), 21.563 le persone che hanno seguito un percorso di cura presso i Servizi per le Dipendenze patologiche, con un incremento del 63,8% per l’abuso di droghe e farmaci e del 30,2% per alcolismo.
Per questo la Regione ha stanziato oggi 40 milioni aggiuntivi per aiutare i soggetti più fragili: pazienti dei Centri, autistici, persone con disabilità intellettive e, soprattutto tra i più giovani, con disturbi del comportamento alimentare. Il piano messo a punto dalla Giunta punta a promuovere l’approccio terapeutico personalizzato per mettere i bisogni dei singoli al centro delle strategie di intervento.
Dei 40 milioni complessivi, poco più di 5 milioni saranno destinati all’Ausl di Reggio Emilia, la maggior parte, oltre 4 milioni, andranno al fondo dell’autonomia possibile, per finanziare interventi di assistenza socio-sanitaria a bassa intensità di pazienti dimessi dagli ex Ospedali psichiatrici, dalle Rems o soggetti a misure alternative al carcere. 550 mila euro, invece, saranno destinati a tre distinti progetti sull’autismo. Da segnalare anche gli 84mila euro per interventi di contrasto ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, le cui diagnosi negli ultimi 5 anni sono aumentate in Emilia Romagna dell’86,4%, la crescita percentualmente maggiore tra tutti gli assistiti dai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.
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