REGGIO EMILIA – “La sua pericolosità si manifesta nella capacità di mimetizzarsi nel tessuto legale, sfruttando le crisi economiche e le conseguenti fasi di espansione degli investimenti pubblici, intercettando al contempo la domanda di servizi illeciti proveniente da gran parte dell’imprenditoria e trasformando in tal modo la reputazione mafiosa in risorsa economica”.
Lo si legge, a proposito del territorio reggiano, nella relazione sulla “‘ndrangheta nell’Italia settentrionale” della Commissione parlamentare antimafia. Un documento di oltre cento pagine che rappresenta una radiografia aggiornata sulla presenza e sulle modalità operative della criminalità organizzata calabrese al Nord. Dalla politica arriva il monito a un salto di qualità nell’approccio al fenomeno: “Impedire al Nord la normalizzazione della ‘ndrangheta è oggi una priorità nazionale”, sottolinea la Commissione, presieduta da Chiara Colosimo deputata di Fratelli d’Italia e di cui fa parte la senatrice Pd Enza Rando, eletta nel nostro territorio. “Bisogna tenere alta l’attenzione – dice la Rando a Tg Reggio – ed evitare di normalizzare il fenomeno mafioso al Nord. E’ vero che nel nostro territorio ci sono stati omicidi, ma la ‘ndrangheta ha sempre avuto una conformazione diversa rispetto a quella delle aree originarie, più mercantilistica”.
Il rapporto evidenzia nel nostro territorio la crescita della cosiddetta “zona grigia”, con particolare riferimento alla “disponibilità di professionisti, consulenti, imprenditori, prestanome e soggetti dotati di competenze tecniche che hanno reso possibile la traduzione della forza criminale in penetrazione economica”.
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