REGGIO EMILIA – La boccata d’ossigeno per le coltivazioni della Bassa, nella morsa di una siccità che non ha precedenti, arriva da Mancasale. Siamo nell’area dove nel 1974 Agac ha costruito la prima linea del depuratore dell’acqua. Qui, una quindicina di anni fa, il Gruppo Iren e la Regione hanno realizzato un impianto sperimentale che potesse purificare ulteriormente l’acqua per un uso agricolo. Nel 2016 il via alle irrigazioni.
“Il valore di quell’impianto è la possibilità di erogare diversi milioni di metri cubi di acqua quando la bonifica ne ha la necessità e, quindi, nell’area reggiana riuscire a dare acqua che scende per gravità verso il Po e non viceversa”, ha spiegato Roberto Belli, responsabile della depurazione in Emilia del gruppo Iren.
A Mancasale arrivano le acque reflue di gran parte della città, di Bagnolo e Albinea. All’uscita del depuratore, la corrente viene pompata all’interno delle grosse vasche con i filtri che trattengono le particelle fisiche, poi trattata per eliminare sostanze tossiche come idrocarburi e tensoattivi. Quindi, il passaggio attraverso le lampade Uv che abbattono i microrganismi. L’acqua che resta ha una purezza elevatissima. E’ la bonifica a decretare inizio e fine della stagione irrigua, cioè il periodo dell’anno dalla primavera all’autunno in cui Iren può immettere l’acqua nei canali. “Abbiamo visto che, nel corso degli anni, si è sempre più allungato questo periodo – ha aggiunto Belli – Abbiamo iniziato producendo 5 milioni e mezzo di metri cubi, quest’anno invece arriveremo intorno ai 7”.
Sette milioni di metri cubi rappresentano un terzo dell’acqua totale che arriva al depuratore e che finisce in un impianto che sta facendo scuola. La sperimentazione si è conclusa e la Regione ha deciso di replicare il progetto su tutto il territorio. Un progetto che, in futuro, potrebbe essere ancora più di aiuto alle coltivazioni: “Qua a Mancasale abbiamo previsto il raddoppio dell’impianto, che durante la stagione irrigua, da marzo a settembre eroga 7 milioni di metri cubi. Arriverà ad erogare 14 milioni di metri cubi”.
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