REGGIO EMILIA – “E’ una cosa forte essere stato sradicato, di non essermi mai sentito a casa mia, se non quando vengo qua“.
E’ tutto in queste parole il senso della giornata. Zucchero Sugar Fornaciari è cittadino onorario di Reggio Emilia, la sua città, quella che ha lasciato quando, ad 11 ha seguito la famiglia a Forte dei Marmi. Un legame mai spezzato, anzi esaltato nelle sue esibizioni sui palcoscenici più prestigiosi del mondo. E la gente, quella della sua Roncocesi, era in piazza Prampolini ad aspettarlo e ad applaudirlo, tra un autografo e una foto.

Ad attenderlo in Sala del Tricolore il sindaco Luca Vecchi, Matteo Iori, presidente del consiglio comunale che all’unanimità ha approvato la delibera del primo cittadino, proposta “per l’alto contributo offerto alla musica italiana e per il profondo legame con il territorio reggiano”, le autorità. Poi è stato il momento dei ricordi: la chiesa di Roncocesi dove un Adelmo Fornaciari bambino ha imparato a suonare l’organo, le visite a Casa Cervi una volta all’anno per onorare i valori anti-fascisti della sua famiglia, l’adorata nonna, citata nelle canzoni, le battute in dialetto reggiano.
La giornata è proseguita al cinema Rosebud, dove è stato proiettato il film dedicato alla vita dell’artista, intervenuto per salutare il pubblico: “Ringrazio tutti i reggiani che mi hanno accolto con un affetto che non mi aspettavo”.
Nel documentario “Zucchero – Sugar Fornaciari” il racconto dell’uomo prima ancora che dell’artista, anche attraverso i grandi della musica mondiale, da Bono Vox a Joe Cocker. “Non mi merito tutto questo’ ha ripetuto il blues man. I tanti che lo hanno applaudito pensano di sì”.
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