REGGIO EMILIA – Il Consiglio Superiore della Magistratura ha reso noto il testo della delibera con cui la prima commissione ha proposto il trasferimento del procuratore capo di Reggio Emilia. Proposta che sarà esaminata dal plenum il 24 febbraio.
Una trentina di pagine che si chiudono con un’affermazione perentoria: “Il complesso degli elementi probatori acquisiti consente di affermare che il dott. Mescolini non può esercitare, in piena indipendenza e imparzialità, le funzioni giudiziarie requirenti, specie quelle direttive, nella sede di Reggio Emilia”.
Secondo la prima commissione, la pubblicazione sulla stampa degli scambi di messaggi con Luca Palamara avrebbe compromesso la credibilità di Marco Mescolini sul territorio. Gli attacchi di alcuni esponenti di centrodestra e di una parte della stampa all’inchiesta Aemilia e alle indagini della procura – prosegue la delibera – hanno ingenerato “nei colleghi e nella collettività la percezione, o quanto meno il dubbio, che la direzione delle indagini quale procuratore di Reggio Emilia sia avvenuta in base a personali convincimenti politici”.
I consiglieri del Csm non dicono che quella percezione è fondata, ma sostengono che la circostanza “è sicuramente idonea a compromettere all’esterno l’immagine del magistrato e la possibilità per lo stesso di svolgere le funzioni requirenti direttive in assoluta serenità”. Tanto più se questa percezione è condivisa da almeno quattro dei nove sostituti.
“Quanto riferito dai colleghi – si legge nella delibera – ha determinato una situazione di obiettiva incompatibilità ambientale” perché, secondo il Csm, “qualsiasi indagine sulla pubblica amministrazione è accompagnata dal sospetto di parzialità”. La conclusione è drastica: la vicenda “impone il trasferimento d’ufficio ad altra sede giudiziaria diversa da quella del distretto di Bologna”.
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