REGGIO EMILIA – Realco potrebbe depositare già domani, in Tribunale a Bologna, la domanda di accesso alla procedura di concordato preventivo. Il bilancio 2024 della società, approvato in novembre con oltre 15 milioni di perdite, non è stato certificato dal collegio sindacale e dalla società di revisione. Intanto, dopo il gruppo Migross di Verona, si fa avanti un altro potenziale acquirente.
Nella partita in corso per il salvataggio di Realco c’è anche Crai. La grande cooperativa di imprenditori con sede centrale a Milano è interessata a portare Realco nella propria orbita. Il presidente di Crai, Giangiacomo Ibba, lo ha spiegato di persona ai soci di Realco, alla ricerca di un acquirente dalle spalle larghe in grado di traghettare l’azienda fuori dalla crisi di liquidità in cui si dibatte.
Nei giorni scorsi, il gruppo veneto Migross si era detto pronto a rilevare l’intera rete di Realco. La proposta di Crai ha una filosofia diversa. Il modello d’impresa di Crai è basato su una rete di punti vendita autonomi guidati da un centro strategico e operativo. Il gruppo conta 1.800 negozi in tutta Italia, con 15mila dipendenti e più di 3 miliardi di ricavi. Crai intende portare Realco all’interno di questo sistema federato e risanarla.
La cooperativa reggiana dovrebbe trasformarsi in società di capitali e il magazzino di via Pertini resterebbe operativo, tanto più che Crai non ha un polo logistico in Emilia. Crai assorbirebbe anche una buona parte dei dipendenti. I discount a insegna Ecu sarebbero potenziati, mentre il marchio Sigma sarebbe sostituito da Crai.
Realco ha dunque la possibilità di scegliere tra opzioni diverse per il proprio futuro. E questo è un bene. Il problema numero uno sta nella situazione dei conti aziendali. I ricavi sono scesi dai 340 milioni del 2023 ai 314 del 2024. Sia il collegio sindacale, sia la società di revisione Ria Grant Thornton si sono detti impossibilitati ad esprimere un giudizio sul bilancio 2024. Il budget 2025 prevedeva un ulteriore calo delle vendite a 245 milioni. E ad agosto 2025, secondo quanto risulta dalla documentazione aziendale, il patrimonio netto era ormai negativo a causa delle perdite.
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