REGGIO EMILIA – “E’ un atteggiamento inaccettabile“, ammonisce Cristian Sesena. Così il segretario provinciale della Cgil commenta l’esito del vertice sulla situazione Icr (Industria Cimica Reggiana) tenutosi in Regione a Bologna. Un incontro nel quale i rappresentanti dell’azienda che fa capo al gruppo statunitense PPG, hanno ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento di Reggio e di licenziare 54 dipendenti, senza alcun ricorso agli ammortizzatori sociali. Nessun margine di trattativa, insomma.
Una scelta motivata dal fatto che l’impianto della nostra città sarebbe considerato obsoleto e non meritevole di ulteriori investimenti, con la produzione che verrebbe redistribuita negli altri stabilimenti presenti nel nostro Paese.
Un atteggiamento, quello dell’azienda, che é stato stigmatizzato anche dall’assessore regionale Giovanni Paglia che ha coordinato l’incontro al quale hanno preso parte anche l’assessore del Comune di Reggio Carlo Pasini, il delegato della Provincia Alfredo Tronci oltre naturalmente ai rappresentanti sindacali, tra cui la segreteria Filctem Cgil Elena Morelli: “I dipendenti sono sfiduciati e pieni di rabbia”.
“A questo punto diventa più che mai necessario istituire un tavolo di crisi nazionale”, dichiara la deputata Pd Ilenia Malavasi. Ed in effetti é probabile che ora venga coinvolto il Ministero dello Sviluppo e del Made in Italy. Lo sciopero, intanto, proseguirà almeno fino al termine di questa settimana.
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