REGGIO EMILIA – Per un negozio di 240 metri quadri, con ampie vetrine e un piano interrato, in vicolo Trivelli, pieno centro storico, il canone d’affitto proposto è di 4mila euro al mese. Per uno di 150 metri quadri ad angolo, dotato di quattro vetrine e su due livelli, ma in classe energetica inferiore, in via Vittorio Veneto, la spesa di locazione è di 2mila euro. In zone considerate particolarmente pregiate del centro, diversi anni fa, per un locale commerciale di dimensioni di circa 100 metri quadri, si arrivava a pagare anche 5 o 6mila euro.
Fabrizio Carretti, vicepresidente Fiaip: “Avevano canoni molto alti, in questi ultimi tempi abbiamo assistito a una riduzione del 30% e in alcuni casi le rese locative si sono dimezzate”. Secondo il vicepresidente provinciale della federazione degli agenti immobiliari, da oltre 10 anni il commercio in centro storico sta soffrendo molto a causa del cambiamento degli stili di vita, dell’avvento dell’e-commerce ma anche di un’espansione importante precedente. “Negli anni ’80 e ’90 ma anche 2000, c’erano condizioni migliori. Ora siamo in un momento di contrazione”.
A Reggio Emilia ci sono alcune famiglie facoltose che negli anni d’oro avevano fatto importanti investimenti immobiliari. Oggi, però, i proprietari spesso chiedono agli affittuari maggiori garanzie, “come delle fideiussioni bancarie che i commercianti non riescono a fornire. Capita che falliscano e resta la merce pignorata e restano senza canone, ma devono pagare ad esempio l’Imu. I contratti del commercio, inoltre, sono molto lunghi: 6 anni oltre ad altri 6 rinnovabili automaticamente e in quel periodo di tempo molte cose possono cambiare”.
Negli anni il numero dei commercianti si è ridotto sensibilmente per mancanza di un ricambio generazionale e quello del centro storico di Reggio è un problema che tocca anche la provincia. “E’ generalizzato, anche se in città si sente di più”.
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