REGGIO EMILIA – Tamponi a tappeto nel cantiere di lavorazione della carne di via Due Canali in città. I 350 operai di Inalca e delle ditte che lì sono presenti in appalto ognuna col proprio ruolo nella filiera, ovvero la Fabbrica del lavoro e le cooperative Prime e Gl, sono stati sottoposti al test nell’ultima settimana, dopo che è emerso che una lavoratrice del cantiere è risultata positiva al Covid.
La donna, rientrata a Reggio dopo un periodo nel Paese d’origine, ha iniziato a manifestare sintomi di malessere ed è rimasta a casa, e l’Ausl ha subito messo in atto il protocollo: prima è stato fatto il tampone a una settantina di lavoratori, quelli che erano stati maggiormente a contatto con l’operaia, poi è toccato a tutti gli altri. Sono emerse altre tre positività, una delle quali legata probabilmente all’ambito famigliare e non lavorativo.
Numeri comunque confortanti che fanno dire a Giovanni Velotti, segretario generale della Flai Cgil, che “in queste aziende le norme di sicurezza, applicate sia in piena emergenza sia adesso, funzionano e vengono fatte rispettare. Non c’è nessun focolaio e la situazione nella nostra provincia non ha nulla a che vedere con quella del settore nel Modenese e nel Mantovano, nonostante la vicinanza. Io credo – continua Velotti – che uno dei motivi sia anche che qui, a differenza che in altre province, i lavoratori sono in regola, non ci sono casi di sfruttamento come purtroppo vediamo altrove, situazioni che portano a anche a non rispettare le norme di sicurezza”.
Tramite una nota, Inalca dice che “abbiamo offerto immediatamente la massima disponibilità e collaborazione alle autorità. Con questi dati si è confermato che i luoghi di lavoro aziendali non costituiscono un rischio per la diffusione del Covid-19″.
In provincia di Reggio o dal 2015 non esistono più grandi impianti di macellazione e quindi di trasformazione, ma circa 1.650 persone tra lavoratori diretti e indiretti sono impiegati nella lavorazione o anche nel solo confezionamento della carne. Sono occupati, oltre che nel cantiere di via Due Canali in città, nelle aziende Agricola Trevalli gruppo Veronesi Aia a Correggio, Fratelli Veroni a Correggio e a San Martino in Rio, Grandi Salumifici Italiani a Reggio e a Brescello, e alla Ferrarini a Rivaltella. Velotti auspica che lo screening deciso dalla Regione per il settore della macellazione venga esteso anche in questi tipi di aziende: “Servirebbe – dice – a tenere alta l’attenzione e a prepararci all’inverno e a un’eventuale seconda ondata del contagio”.
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