REGGIO EMILIA – Sulla campagna di vaccinazione si è abbattuta la notizia del lotto di vaccini Astrazeneca ritirato dopo le morti sospette avvenute in Sicilia. Fiale che sono state utilizzate anche nella nostra città. Sempre durante la conferenza stampa settimanale, l’Ausl ha voluto rassicurare.
“Quello che si sta cercando di capire è se effettivamente il vaccino può essere implicato in questi eventi – le parole di Marco Massari, direttore generale del reparto di Malattie infettive – al momento non c’è nessuna dimostrazione. Non dobbiamo pregiudicare la campagna vaccinale con queste forme di allarme, perché il rischio è che ci siano morti veri da Covid, non da vaccini”.
ABV2856: è il codice del lotto di vaccini Astrazeneca che l’agenzia del farmaco ha deciso in via precauzionale di sospendere dopo le morti sospette avvenute in Sicilia. A Reggio ne erano arrivate 2.200 dosi: 1.700 sono già somministrate, le altre al momento non si possono usare. Il timore è che ci siano contraccolpi sulla campagna di vaccinazione. “La vigilanza – dice l’Ausl – come per ogni farmaco è sempre attiva”. “Bisogna sempre soppesare il rischio del vaccino e il rischio della malattia – ha aggiunto Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria Ausl – In questo momento, il danno da vaccino è praticamente inesistente”.
Sono più di 36mila i reggiani vaccinati a oggi, la metà ha già ricevuto anche la seconda dose. I vaccini di AstraZeneca sono utilizzati per il personale scolastico e le forze dell’ordine. Da lunedì, quando si apriranno le prenotazioni, saranno somministrati anche agli anziani tra i 75 e 79 anni. Tra loro ci sono 4mila persone considerate estremamente vulnerabili, affette da specifiche patologie, pazienti che non dovranno prenotarsi perché saranno chiamati direttamente dall’Ausl: per loro, l’Aifa ha dato indicazione di usare i vaccini a Rna, Pfizer o Moderna. “Si pensa che i soggetti più fragili abbiano un sistema immunitario meno responsivo – ha aggiunto Massari – Astrazeneca sulle forme lievi sarebbe risultato meno efficacie degli altri, il timore è che queste persone non possano montare una risposta immunitaria. E’ una protezione nei loro confronti, ma non perché il vaccino è più pericoloso”.
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