REGGIO EMILIA – Il 27 dicembre 2020 all’ex Spallanzani, il dottor Alessandro Zerbini ha ricevuto l’iniezione da parte della direttrice del dipartimento di Igiene pubblica Emanuela Bedeschi. Il primo storico vaccino somministrato nella nostra provincia contro il virus che solo nove mesi prima aveva travolto gli ospedali e tutta la comunità. Il lavoro del gruppo del dottor Zerbini era stato fondamentale per arginare la prima ondara del Covid. Erano stati riadattati macchinari, reinventate tecniche di laboratorio: alla fine del marzo del 2020 Reggio era autonoma nell’analisi dei tamponi.
“Mentre prima scappavamo dal virus, da lì in avanti abbiamo avuto un’arma importante, i vaccini, per cercare di contrastare questo virus – spiega Alessandro Zerbini del Laboratorio Autoimmunità Allergologia Biotecnologie innovative Az. Usl IRCCS -. Il fatto di poter avere in tempo reale o quasi un esito che attestasse la positività di un paziente al Covid ha cambiato le dinamiche diagnostiche e cliniche dei pazienti e anche il monitoraggio sui casi interni, ha permesso di avere un monitoraggio più stringente sui focoali che potevano nascere in ospedale. Ha voluto dire creare un nuovo laboratorio con un settore dedicato, che da quei giorni ha visto una implementazione di personale e macchinari e che oggi costituisce una unità per certi versi a se”.
Nel laboratorio lavorano 15 tecnici e 5 biologi, che presto diventeranno sei. Oltre alle positività, si cercano le varianti e il materiale viene inviato a Parma per la conferma. In questo periodo, si analizzano fino a 2.500 tamponi al giorno. “Stiamo ragionando con la direzione sull’opportunità di implementazione nell’ottica di quello che ci aspetterà nei mesi a venire”.
Superano il milione le dosi di vaccino anti Covid che sono state somministrate in un anno a Reggio Emilia. A dodici mesi di distanza dalla prima storica iniezione più del 90% dei reggiani dai 12 anni in su ha ricevuto almeno una dose. Numeri che confermano il successo sul nostro territorio di una campagna di vaccinazione di massa che mai era stata pensata e tanto meno organizzata.
Si è cominciato all’ex ospedale Spallanzani, per arrivare ad allestire sedi vaccinali in ogni distretto, passando attraverso il padiglione delle Fiere di Mancasale che per più di nove mesi è stato il più grosso centro della provincia: qui la macchina organizzativa è arrivata a vaccinare anche 2.500 persone al giorno.
In tutto sono state somministrate 448 mila prime dosi, 418 mila seconde dosi e, in questa ultima fase, 147 mila terze dosi. Un totale come dicevamo che supera il milione. I dati suddivisi per classi di popolazione ci dicono che la percentuale di copertura scende con l’abbassarsi dell’età. Supera abbondantemente il 90% negli over 70, si attesa intorno al 90% nei 50 – 69enni ed è leggermente al di sotto di questa soglia tra i 40 e i 49enni.
Escludendo i bambini e i ragazzini, nei confronti dei quali la campagna è appena cominciata, a Reggio Emilia restano 45 mila persone ancora non vaccinate, anche se le ultime disposizioni del Governo, in particolare l’entrata in vigore del super Green Pass, ha comportato un aumento di somministrazioni di prime dosi.
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