REGGIO EMILIA – Preoccupazione e apprensione in questi giorni nella frazione di Cavazzoli. Sarebbero almeno quattro le persone positive, ma c’è chi parla di almeno una decina di casi, molti asintomatici e in isolamento domiciliare, dopo una messa celebrata il 26 dicembre scorso, giorno di Santo Stefano.
Difficile, se non impossibile, capire se davvero la fonte del contagio sia stata proprio quella funzione, ma c’è il forte sospetto per le modalità nelle quali si è svolta e per l’assembramento di troppe persone. Torniamo a quel sabato: alle 18.30 è prevista la messa, con i fedeli più numerosi del solito. Celebra don Bruno Zinani, 91 anni parroco emerito; nella chiesa c’è troppo freddo, allora si decide di celebrare in una stanza attigua.
Precisa don Daniele Casini, che non era presente: “Ai fedeli è stata provata la temperatura all’ingresso, igienizzate la mani e poi tutti portavano la mascherina, compreso don Zinani. I fedeli erano ben oltre i 20 posti disponibili e distanziati, si parla di una trentina di persone o forse di più. La comunione è stata distribuita dal diacono, che è poi risultato negativo. Intanto, l’anziano parroco, positivo da allora, sabato è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Scandiano e nella frazione si sono iniziate a registrare diverse positività.
Informato il Vescovo, la chiesa e gli ambienti sono stati sanificati due volte. Domenica è prevista la messa, stavolta in chiesa con una sessantina di posti al massimo.
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