REGGIO EMILIA – Parliamo ancora degli effetti dell’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro. Siamo al terzo giorno dall’entrata in vigore di questa misura. Sotto stress, per l’aumento di richieste di tamponi, ci sono le farmacie. Siamo andati a vedere da vicino la situazione.
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La sveglia del mattino fatta suonare in anticipo. L’hanno impostata così tutti quelli che per andare al lavoro necessitano di un tampone. Gran parte di loro, per eseguire lo screening, si è rivolta alle farmacie, mettendosi in coda.
“l’attività della farmacia è abbastanza congestionata, si mantengono tutti i servizi di base che normalmente svolgiamo – spiega Benedetta Forti della Farmacia Forti – E si riesce, pian piano, a fare accedere il più possibile l’utenza per i tamponi, limitatamente alle nostre possibilità: occorre rispettare il distanziamento, mantenere l’igiene e il contingentamento della farmacia”.
Le agende per gli appuntamenti sono piene. Per gli utenti significa dover fare più chiamate in giro.
A differenza delle farmacie, i laboratori di analisi privati non hanno registrato un’impennata di richieste di test. Lo dicono i numeri della rete di punti prelievo di Bianalisi. Gli accessi sono in linea con quelli registrati nelle settimane antecedenti l’obbligo di green pass.
La somministrazione del tampone, tra l’attesa per il proprio turno e l’attesa per il risultato, può richiedere anche un’ora di tempo.
Scalfire lo zoccolo duro dei no vax è un’impresa. Ci prova l’iniziativa di Federfarma. Nelle farmacie aderenti all’associazione. Quanto speso per i tamponi sarà rimborsato a tutti coloro che nei prossimi giorni si vaccineranno. Dietro presentazione del relativo certificato di prima dose, il farmacista consegnerà un buono di pari importo rispetto a quanto finora speso in test.
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