REGGIO EMILIA – Come ogni venerdì, anche oggi l’Ausl ha fatto il punto della situazione sul fronte pandemia. Due gli aspetti che preoccupano: la situazione delle terapie intensive, ancora affollate, e la scarsa adesione alla vaccinazione da parte della categoria 65-69 anni.
“Abbiamo, in tutto, 12mila persone in questa fascia – hanno detto Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria Ausl e Cristina Marchesi, direttore generale – che pur avendo questo diritto non lo stanno esercitando. Facciamo un appello affinché le persone vengano a vaccinarsi perché parliamo di una categoria importante”.
Le prenotazioni si sono aperte lo scorso lunedì, ma a oggi solo la metà dei reggiani coinvolti si è prenotata. La campagna sta procedendo spedita con le persone più anziane: la copertura tra i 70-74enni supera il 70%, per arrivare al 90% di vaccinazioni fatte agli ultra 80enni. Categorie nelle quali, nonostante lo stop di Astrazeneca, non si erano avute defezioni e, pertanto, questa frenata preoccupa. “La sfiducia delle persone o verso la vaccinazione o verso il vaccino destinato loro non fa sicuramente bene in questo momento di aperture – hanno rimarcato Natalini e Marchesi – Ci sono più possibilità di avere contatti, sarebbe un’ottima cosa se il numero delle prenotazioni crescesse”.
La circolazione del virus, infatti, è ancora alta. Difficilmente si scende sotto i cento contagi al giorno, anche se la maggior parte dei positivi è individuata con il tracciamento. Non cala nemmeno il numero dei ricoveri, fermi sui 170 al giorno. Continua a essere difficile la situazione nei reparti a più alta intensità di cura: “La Pneumologia è piena di pazienti. Sono 32, in ventilazione assistita. Continuano ad essere piene le terapie intensive di Reggio e Guastalla e questa è la situazione che ci preoccupa di più”.
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