REGGIO EMILIA – A partire dal 2022, al rientro dalle vacanze di Natale, gli istituti reggiani dovranno probabilmente fare i conti con un taglio di personale riguardante circa 400 collaboratori scolastici.
“Il 7 gennaio, quando si riaprono le scuole, ci saranno i soliti problemi di igienizzazione, sanificazione degli spazi e di pulizia. Tutte cose che in parte erano garantite dal personale Covid. Il fatto che vengano a mancare queste figure sarà fonte di problemi”, le parole di Silvano Saccani, segretario provinciale Flc-Cgil.
La figura a rischio è quella del collaboratore scolastico assunto nell’ambito del cosiddetto “contingente Covid”, il bacino di personale aggiuntivo che era stato introdotto ai tempi del governo Conte bis per sostenere gli istituti alle prese con la pandemia. Rinforzi che sono stati confermati, con numeri un po’ diversi, anche per questo anno scolastico con una scadenza di contratto però fissata a fine 2021 anziché a fine giugno 2022.
Di questa tipologia d’organico fanno parte anche diversi insegnanti, circa 250 nella nostra provincia. Mentre per loro, tuttavia, si prospetta una proroga di altri sei mesi come stabilito dal documento programmatico di bilancio, lo stesso non risulta, al momento, per i colleghi precari che fanno parte del personale Ata, vale a dire bidelli e amministrativi.
Nella nostra provincia il taglio riguarderebbe circa 400 collaboratori scolastici. La Flc-Cgil ricorda come motivo di disagi per l’organizzazione delle attività sia stato già il fatto di dovere fare i conti con docenti assegnati per un periodo limitato al 2021. Una condizione che ha impedito, ad esempio, di sdoppiare le classi: “Questa operazione non è stata possibile – ha ricordato Saccani – Lo scorso anno avevamo classi con meno alunni, dove le distanze venivano mantenute e c’era più sicurezza”.
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