VETTO (Reggio Emilia) – Un intervento strategico per la viabilità appenninica, finanziato con 550 mila euro di fondi Pnrr, consentirà di mettere in sicurezza un tratto di strada interessato da un dissesto idrogeologico complesso, già oggetto di interventi nel recente passato ma che, per le caratteristiche del versante, richiede oggi un’azione strutturale più efficace e duratura.
L’intervento, sulla SP 513 a valle di Vetto, si è reso necessario a seguito di un dissesto che era già stato affrontato tra il 2012 e il 2016, ma che nel tempo ha continuato a manifestare criticità legate alla natura geologica particolarmente fragile dell’area.
L’obiettivo dei lavori che saranno condotti dalla Provincia è stato quello di affrontare in modo preventivo e strutturale una situazione complessa, intervenendo sul versante a monte della carreggiata per rafforzarne la stabilità, migliorare il deflusso delle acque e ridurre in maniera significativa la possibilità che, in occasione di piogge intense o eventi meteorologici avversi, terra e detriti possano raggiungere la strada.
Nel dettaglio, l’intervento prevede il rafforzamento della parete sopra la sede stradale, oggi protetta da opere ormai datate, il miglioramento della trincea esistente per creare un fosso capace di intercettare eventuali materiali in movimento, la rimozione della vegetazione instabile.
Durante l’esecuzione dei lavori la strada resterà sempre percorribile. Per consentire lo svolgimento delle lavorazioni in condizioni di sicurezza sarà istituito un senso unico alternato, regolato da impianto semaforico o da movieri, solo nelle ore diurne e lavorative, dalle 8 alle 18, nel tratto compreso tra il km 39+800 e il km 40+150, con limite di velocità fissato a 30 km/h. La durata complessiva del cantiere è stimata in circa cinque mesi, con conclusione dei lavori prevista entro la fine di giugno 2026.
Giorgio Zanni, presidente della Provincia, sottolinea come “questo intervento rappresenti un esempio concreto di come le risorse del Pnrr possano tradursi in maggiore sicurezza per chi vive e percorre quotidianamente la montagna”.












