REGGIO EMILIA – “Le cooperative hanno un grande compito e sono davanti a una sfida, devono diventare sempre più raffinate. Oggi siamo di fronte a un salto di tecnologia e di modo di lavorare. A Reggio la situazione è buona”.
Adattarsi al mondo che cambia, dopo la pandemia, anche con uno sguardo all’estero e alle nuove opportunità: questa la sfida che si trovano di fronte molte realtà cooperative secondo l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che nella sua Scandiano ha partecipato all’assemblea annuale di Confcooperative.”Alcune possono avere solo una base locale, perché radicate sul territorio, quelle che lavorano per il mercato devono andare molto all’estero”, chiosa Prodi.
E hanno saputo riorganizzarsi le realtà locali, in particolare quelle attive nel sociale, aderenti a Confcooperative. “Siamo circa 400 coop attive divise per settore di attività. Il nostro core business sono l’agroalimentare e il sociale. Abbiamo un buon settore servizi. L’agroalimentare non ha sofferto molto il covid, quelle del sociale in particolare invece hanno dovuto riorganizzarsi”.
“Durante la pandemia – ha spiegato Caramaschi – il fatturato è sceso per il 60% delle imprese, con cadute particolarmente rilevanti per la ristorazione, i servizi educativi, lo sport, la cultura e il turismo. Il sistema ha comunque retto e i primi segnali di ripresa sono arrivati già nel primo trimestre 2021”. Tra il 2020 e i primi mesi dell’anno in corso sono anche nate 12 nuove cooperative a Reggio, Toano, Ventasso, Vetto, Villa Minozzo, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Monti. “Nel futuro occorre mettersi insieme – chiosa Caramarschi – anche per il bene del territorio”.
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