REGGIO EMILIA – Condonare tasse e multe rimaste da molti anni non pagate. Possono farlo i Comuni in seguito a quanto previsto dall’ultima finanziaria. Di questo parla Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e coordinatore provinciale dell’Anci: “Il tema è quello di un minimo di principio di equità. Fare di tutto affinché chi prova a fare il furbetto venga poi portato a pagare. Per rispetto a chi paga”.
La misura contribuisce all’obiettivo della “pace fiscale”. Con queste parole il Governo ha fatto riferimento al condono riguardante le cartelle esattoriali arretrate e altrettante vecchie multe mai pagate. Tasse e sanzioni la cui emissione risale al periodo compreso tra il 2000 e il 2015. Per quelle di competenza dei Comuni, le amministrazioni hanno tempo fino al 31 gennaio per decidere se cancellarle oppure no. Una scelta prevista dalla legge di bilancio. Rottamare però, secondo il coordinatore provinciale dell’Anci, equivale a diseducare: “Il messaggio che si lancia in un Paese dove si ripropongono con una certa continuità soluzioni di questo tipo è che, alla fine, chi non paga basta che abbia pazienza e può anche avere ragione”.
Il fatto che la sanatoria sia facoltativa per i Comuni si deve alla mancanza di trasferimenti statali previsti a copertura delle somme stralciate: “Nel caso, sarebbe stato più incentivante”. Cavallaro si trova d’accordo nel considerare antieconomico recuperare somme modiche i cui costi di ogni singola notifica si aggirano sui 16 euro. “Sarebbe bene semplificare le procedure, utilizzando la Pec ad esempio. Ci troveremmo con meno multe non pagate”.
Sulle multe c’è poi un problema tecnico contabile: la legge fa riferimento ai Comuni e non alle unioni dei Comuni che spesso sono invece gli enti che si occupano delle contravvenzioni, inserendone gli importi nei propri bilanci. “Anche questa è una cosa da chiarire”.
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