REGGIO EMILIA – Lo storico comitato che sostiene la realizzazione dell’invaso in val d’Enza replica all’ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna che nei giorni scorsi aveva sollevato una serie di perplessità di natura tecnica sulla realizzazione dell’opera. Perplessità relative soprattutto all’esistenza di decine di frane nei luoghi in cui dovrebbe essere edificata la diga.
‘Chi realizza una diga si assume anche il compito di consolidare le frane esistenti per agire con la massima sicurezza’ dice ancora Franzini.
E sulla natura delle frane, in base agli studi del passato, il Comitato evidenzia che: ‘Non si tratta di frane modello Vajont, frane cosiddette di crollo’.
L’atteggiamento del Comitato pro diga é tuttavia costruttivo e aperto al dialogo nei confronti di quanto rilevato dall’ordine dei geologi: ‘Se dovessero emergere dagli studi condizioni di pericolosità noi diremo che la diga non dovrà essere fatta, ma se le analisi degli esperti dovessero stabilire il contrario allora la diga si dovrà fare’ aggiunge Luciano Catellani, altro storico esponente del Comitato.
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