REGGIO EMILIA – Tra le imprese guidate da giovani in Italia crescono solo quelle agricole, con un aumento dell’1% negli ultimi 10 anni in controtendenza rispetto al crollo degli altri settori (-13%), per un totale di oltre 55mila Under 35 che hanno scelto di costruirsi un futuro investendo nella terra, dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino alle bioenergie e all’economia green.
E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti in occasione degli Oscar Green che vedono tra i finalisti anche Catia Musi, una giovane imprenditrice laureata in Lingue per la comunicazione nell’impresa e nelle organizzazioni internazionali, titolare dell’azienda agricola La Pedrocca di Guastalla, dove coltiva ortaggi e ospita gli atleti che partecipano alle agripedalate alla scoperta del territorio, guidati dall’app Agribici.
Quasi un giovane imprenditore su cinque (19%) è laureato. Le imprese giovani hanno di fatto rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali che – precisa la Coldiretti – vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.
A ostacolare la crescita delle giovani imprese agricole restano però – rileva Coldiretti – le difficoltà legate all’accesso alla terra e quello al credito. Il prezzo medio di un ettaro di terreno agricolo in Italia è di 20.900 euro, ma può arrivare a cifre di 1,5 milioni se si considerano i vigneti dei grandi vini del Nord. Se si considera che la dimensione media di un’impresa agricola italiana è di circa undici ettari, il “prezzo d’ingresso” per un agricoltore rischia di diventare proibitivo.











