REGGIO EMILIA – “Si arriva con largo anticipo, ma si aspettano ore e questo crea molto disagio”, racconta Mamour Diop, esponente della comunità senegalese di Reggio. Poche parole per dire tutto.
Le lunghe code all’esterno dell’ufficio immigrazione della Questura, lungo viale Piave, sono una costante. Le partiche per le richieste, i rilasci e i rinnovi dei permessi di soggiorno consistono in iter burocratici estenuanti e faticosi, come racconta a Tg Reggio una esponente della comunità senegalese.
La situazione paradossale è che persone residenti da tempo nella nostra città, spesso lavoratori con anni di contributi alle spalle e con tutte le carte in regola per rinnovare il permesso di soggiorno, si ritrovano a dover attendere un anno, a volte addirittura due, con in mano solamente una ricevuta postale dell’invio della richiesta di rinnovo.
La ricevuta ha una durata di nove mesi, per cui le persone risultano formalmente regolari, ma nella pratica impossibilitate a rinnovare il contratto di lavoro o a stipularne uno nuovo, a rinnovare la tessera sanitaria, la carta d’identità, così come a viaggiare fuori dal Paese.
Una rete di sigle e associazioni del territorio che si battono a favore dell’integrazione, ha elaborato un documento per denunciare queste anomalie formulando una richiesta alla Questura: “L’apertura di un tavolo di confronto con la Questura, al fine di rappresentare le criticità emerse. Si tratta di problematiche che non riguardano soltanto i cittadini di origine straniera, ma che investono l’intero tessuto sociale ed economico locale. L’obiettivo è promuovere l’avvio di soluzioni concrete e condivise”, dichiara Federica Zambelli di Città Migrante.
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