REGGIO EMILIA – Cna Fita Reggio Emilia ha inviato una segnalazione formale al Garante per la sorveglianza dei prezzi del carburante, per accendere un faro su dinamiche dei listini che appaiono ingiustificate, nonostante il conflitto in corso nel Golfo Persico.
“Prevenire manovre speculative è necessario per salvaguardare un settore strategico – dichiara Maurizio Messori, presidente Cna Fita Reggio Emilia – Non possiamo permettere che l’instabilità internazionale si trasformi in opportunità di extra-profitto per alcuni a danno delle imprese e dei cittadini”.
In particolare l’associazione sottolinea il caso del biocarburante Hvo, prodotto da oli vegetali esausti e grassi animali, che sostituisce il diesel tradizionale. Nonostante goda di un’accisa agevolata e sia prodotto in Italia da fonti non legate direttamente al greggio mediorientale, il suo prezzo è salito parallelamente a quello del diesel fossile. “È un’anomalia inaccettabile – denuncia Messori – Chi ha investito nella transizione ecologica non può essere penalizzato da rincari che non hanno alcun riscontro oggettivo nella filiera di produzione dei biocarburanti”.
Cna Fita ha chiesto così di avviare verifiche puntuali sulla trasparenza dei listini, accertando se i prezzi alla pompa sono coerenti con i reali costi di acquisto delle scorte precedenti al conflitto. L’obiettivo è monitorare i flussi di distribuzione per prevenire qualsiasi anomalia nell’offerta e, se necessario, coinvolgere la Guardia di Finanza per garantire che il mercato operi in piena e libera concorrenza, a tutela delle imprese e dei consumatori.











