CALERNO (Sant’Ilario d’Enza, Reggio Emilia) – Gli abitanti di Calerno protestano contro la chiusura del bancomat Credem che si affaccia sul tratto di via Emilia denominato via 25 luglio. Dal 15 gennaio, l’unico sportello presente nella frazione di Sant’Ilario d’Enza non è più attivo e la decisione ha lasciato l’amaro in bocca agli abitanti e all’amministrazione comunale.
Il sindaco Marcello Moretti, insieme ai consiglieri comunali, hanno incontrato una cinquantina di residenti che hanno manifestato il loro malcontento. La frazione conta oltre 2.400 abitanti e fino al giugno 2025 era presente anche una filiale del Credito Emiliano. Dopo la decisione di concentrare i servizi nella filiale di Sant’Ilario, aveva inizialmente resistito lo sportello bancomat che è stato poi chiuso nei primi giorni del 2026.
“Se possiamo anche comprendere lo spostamento e la razionalizzazione del personale all’interno della filiale centrale di Sant’Ilario – ha dichiarato il sindaco Moretti – Il fatto che sia stato chiuso il bancomat subito dopo è stato vissuto naturalmente come una sorta di tradimento. Penso che questo messaggio debba arrivare a chi poi sceglie le strategie dell’istituto di credito sul territorio”.
“Per noi è veramente una grande disagio – ha aggiunto Anna Maria Giangrandi, consigliera comunale di Sant’Ilario d’Enza – Soprattutto per le diverse persone anziane che sono diverse qui accanto a noi. E’ un problema anche per le attività: sotto i nostri portici ci sono ben sei negozi e una farmacia e quindi potete immaginare anche la folla di gente che nel quotidiano circola e usa il bancomat”.
Anche le attività della frazione non sono d’accordo sulla chiusura del bancomat. “La chiusura del bancomat ha messo in difficoltà noi esercenti perché il cittadino è privato della libertà di poter utilizzare il proprio denaro come lo vuole – ha detto Enrica Cantarelli, titolare della tabaccheria Ploia Stefano – La cosa che mi ha fatto male, e parlo da cittadina e da fedele cliente Credem, è che non hanno avvertito della chiusura del bancomat”. Tante persone pagano in contanti nella sua attività? “Sì, confermo – ha risposto Raffaele Bartoli, titolare della Farmacia Centro – Diversi pagano in contanti, quindi il bancomat era un mezzo di supporto le loro operazioni”.
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