REGGIO EMILIA – L’aumento medio del 4,8 per cento della tariffa rifiuti per il 2026 è frutto della somma di due voci: l’inflazione vale l’1,9%, mentre il potenziamento del servizio pesa per il 3,1 per cento. Una limatura dello 0,2% chiesta al gestore attraverso un recupero di efficienza porta appunto l’incremento medio al 4,8 per cento. Lo ha spiegato l’assessore alla Cura della città Davide Prandi illustrando al Consiglio comunale la manovra tariffaria e il bilancio di previsione 2026-2028.
Ma in cosa si traduce il potenziamento del servizio? In primo luogo nell’aumento della frequenza di svuotamento dei 2mila cestini dei rifiuti della città. Anzichè tre volte la settimana, i cestini saranno svuotati tutti i giorni. “Meno traboccamenti, meno rifiuti a terra, significa più decoro”, ha detto l’assessore Prandi. Sarà incrementata anche la pulizia dei cassonetti nel centro storico e nell’area attorno all’esagono. Prandi ha annunciato poi l’avvio, nei prossimi mesi, di un servizio di raccolta dei piccoli quantitativi di amianto.
Il piano finanziario 2026 prevede entrate tariffarie per 42,2 milioni. Tolto un milione e 400mila euro di detrazioni, il costo a carico di utenze domestiche e non domestiche sarà di 40,8 milioni di euro. Gli incrementi su base annua rispetto all’anno scorso vanno da 8 euro per una persona sola a 24 euro per una famiglia di 6 persone. Il costo del servizio per chi non beneficia di sconti e agevolazioni è di circa 50 centesimi al giorno per chi vive da solo e scende a 25 centesimi a testa in una famiglia di quattro persone.
All’orizzonte c’è finalmente la gara per l’affidamento del servizio, gestito da Iren in proroga da più di dieci anni. Atersir, insieme al Comune, sta predisponendo il bando, che sarà pubblicato entro l’autunno. “La gara – ha detto l’assessore Prandi – permetterà di mettere in concorrenza il servizio, definire investimenti certi e restituire al Comune e all’Agenzia territoriale una piena capacità di controllo sul gestore”.
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