REGGIO EMILIA – La transizione energetica sta mettendo sotto pressione i distretti industriali più energivori, come quello ceramico emiliano, che oggi devono fare i conti con costi di energia e materie prime molto elevati, instabilità dei mercati e regole europee sempre più stringenti sulle emissioni.
In questo quadro, il sistema ETS, lo strumento con cui l’Unione Europea cerca di ridurre l’inquinamento delle industrie più energivore, rischia di colpire soprattutto le realtà che hanno già investito per ridurre l’impatto ambientale, senza distinguere tra chi ha fatto passi avanti concreti e chi parte da standard più bassi.
È in questo contesto che il presidente della Provincia e sindaco di Castellarano, Giorgio Zanni, intervenendo a Bruxelles, ha chiesto una revisione più equilibrata del sistema. La sua proposta punta a regole che tengano conto delle specificità dei distretti ceramici e dei tempi necessari per l’adozione di tecnologie che oggi non sono ancora disponibili. L’obiettivo non è rallentare la transizione, ma fare in modo che sia sostenibile anche per imprese, lavoratori e comunità locali che vivono nei territori industriali. Una richiesta condivisa da altri distretti europei impegnati nello stesso percorso.
“Noi non siamo a Bruxelles per difendere gli amici delle industrie ceramiche – ha detto Zanni – siamo qui per difendere i nostri territori, le nostre famiglie, i lavoratori del distretto. Dobbiamo però essere in grado di portare qui anche quello che sta accadendo nel distretto, l’impegno delle industrie e dei Comuni, dotandosi di protocolli per limitarsi su emissioni, rumori, odori, investimenti in cogenerazione, non so se questo avvenga altrove in Europa”.
Intanto le Regioni Emilia-Romagna e Comunità Valenciana hanno firmato un documento con cui chiedono all’Unione europea la sospensione immediata del sistema ETS per il settore ceramico. La motivazione: costi energetici troppo alti e assenza di tecnologie alternative mature, che rendono insostenibili le attuali regole sulle emissioni. Il comparto, che nei due distretti vale 120mila posti di lavoro, è considerato strategico e oggi fortemente sotto pressione.
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