BOLOGNA – L’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha respinto la proposta di Fratelli d’Italia di istituire una commissione d’inchiesta per monitorare i centri culturali islamici, accusati dal partito di operare come moschee irregolari, e affrontare il tema della radicalizzazione.
Hanno votato contro, spiega una nota, Pd, Avs, Civici e M5s, a favore FdI, Lega e Rete civica; assenti al momento del voto i consiglieri di Forza Italia. Secondo la maggioranza, che ha bocciato la richiesta, i controlli sull’ordine pubblico e sul contrasto al terrorismo sono competenza del Governo e del ministero dell’Interno, non della Regione.
Il primo firmatario della mozione, Ferdinando Pulitanò (FdI), ha parlato di un’emergenza radicalizzazione in regione, citando anche i recenti fatti di Modena, e ha respinto le accuse di islamofobia, definendo la proposta un impegno per la laicità dello Stato. Sulla stessa linea la Lega, con Tommaso Fiazza che ha richiamato un recente arresto a Reggio Emilia.
Per il centrosinistra la proposta rientra invece in una competizione interna alla destra con il movimento di Roberto Vannacci. Elena Carletti (Pd) ha sottolineato che i rapporti con le comunità religiose passano dalle prefetture e non dalla Regione, mentre Paolo Trande (Avs) ha parlato di un intento islamofobo, ricordando che le stesse istituzioni hanno escluso una matrice terroristica nei fatti di Modena. Simona Lembi (Pd) ha definito la proposta un tentativo di far vigilare la Regione al posto del Viminale
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