REGGIO EMILIA – E’ un quadro variegato quello della ristorazione a Reggio in questo periodo natalizio. Nel centro storico, oltre ai cartelli che riportano le date della chiusura per le festività, capita di scorgere anche l’avviso “chiuso il 31/12”. Una decisione forse in parte dovuta anche alla difficoltà di trovare il personale, una problematica con cui il settore si sta scontrando già da tempo. Tra coloro che terranno aperto l’ultimo dell’anno, il quadro è differenziato. Alcuni ristoratori hanno già fatto il tutto esaurito con ampio anticipo e continuano a ricevere richieste, altri hanno ancora posti disponibili. Tuttavia, il quadro complessivo sembra abbastanza positivo. “Tra la gente – racconta il presidente dell’Associazione Ristoratori Reggiani, Paolo Croci – si percepisce la voglia di stare insieme”. Alcuni addetti ai lavori lamentano la mancanza di eventi che potrebbero portare più persone in centro storico.
“Per Capodanno, per il cenone del 31, diciamo che siamo quasi pieni. Ci sono stati un po’ di alti e bassi, qualcuno ha disdetto, qualcuno che magari poi ha riprenotato – ci dicono al ristorante A Palazzo – Però possiamo dire che siamo abbastanza soddisfatti”. E ancora: “Stiamo lavorando molto bene – aggiungono dal ristorante Da i’Toscano – Abbiamo prenotazioni, abbiamo pieno per l’ultimo dell’anno. Obiettivamente non ci si può lamentare. Anche se il Comune non ci aiuta, di eventi non ne fa”.
Sembra in crescita una brutta abitudine: clienti che prima prenotano un tavolo e poi non si presentano, senza comunicare la disdetta. Al momento, non è possibile per la ristorazione avvalersi delle stesse tutele del settore alberghiero, trattenendo ad esempio per mezzo della carta di credito il pagamento anche in caso di assenza, ci ha detto Federico Riccò, titolare della Bottega 39. Ci sono però attività, come i ristoranti di piccole dimensioni, per le quali questo fenomeno non rappresenta un grosso problema.











