VENTASSO (Reggio Emilia) – Un importante anniversario è stato celebrato nei giorni scorsi a Ligonchio presso il Rifugio dell’Aquila. Presidenti dei Parchi nazionali, associazioni ambientaliste e istituzioni si sono ritrovati per celebrare i primi cento anni dei Parchi, ma anche per fare il punto sugli obiettivi raggiunti e sui progetti futuri.
“Questi anni – dice il Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo Giovanni Cannata – sono stati importanti per l’evoluzione della cultura ambientale. Grazie al lavoro dei Parchi sono state salvate molte specie, tra cui lo stambecco nel Gran Paradiso o il camoscio appenninico”. Ma non mancano le difficoltà.
Per Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi, “oggi i Parchi hanno delle difficoltà gestionali, che derivano da tante motivazioni. La principale per i parchi nazionali è dovuta alla burocrazia, mentre per i parchi regionali è quella dei finanziamenti. Per questo diventa di fondamentale importanza promuovere una cooperazione su vasta scala”.
Afferma Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano: “Il parco non è solo un ente pubblico, ma è un modo di essere. Non è un soggetto autosufficiente, ma vive di collaborazioni per una missione di sviluppo sostenibile, che ormai è dell’intera società”.
In questo ambito l’Europarc Federation promuove la Carta Europea del turismo sostenibile, un vero e proprio patto che le guide ambientali insieme ai titolari di attività sottoscrivono con i parchi per garantire il rispetto dell’ambiente e per promuovere tra i visitatori temi legati alla sostenibilità. Durante l’iniziativa sono stati certificati 46 operatori, tra cui 23 guide ambientali escursionistiche e 23 operatori delle strutture ricettive.
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