REGGIO EMILIA – Si è tenuta anche nella casa circondariale reggiana, al pari di tutte quelle dei capoluoghi di provincia italiani, la cerimonia per i 209 anni di vita del corpo di polizia penitenziaria.
A fare gli onori di casa la direttrice dell’istituto, Lucia Monastero, e il comandante del reparto di polizia penitenziaria, Armando Di Bernardo. Presenti, oltre alle alte cariche locali civili e militari, anche parte del personale che ogni giorno lavora all’interno dell’istituto.
L’occasione è stata propizia per fare il sunto dell’intensa attività svolta nel 2025 tra gestione dei detenuti, operazioni di sicurezza, interventi sanitari e numerosi episodi critici inclusi atti violenti, incendi e tentativi di suicidio sventati.
Durante l’evento si è poi fatto il punto sulla situazione carceraria locale, evidenziando l’impegno quotidiano degli agenti nonostante le note criticità legate al forte sovraffollamento e all’altrettanto importante carenza di organico.
“Per colpa del sovraffollamento aumentano i conflitti, le tensioni tra i detenuti, l’insofferenza. Ci sono giornate davvero scoraggianti per gli agenti, ma tutti i giorni la polizia interviene per mediare, negoziare, persuadere. Sono tutte azioni che hanno lo scopo di portare a situazioni più distese”, le parole di Lucia Monastero, direttrice dell’istituto carcerario di Reggio Emilia.
Al termine della cerimonia sono stati conferiti i riconoscimenti al personale che si è distinto per meriti di servizio e lodevole comportamento.
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