REGGIO EMILIA – Si riunirà lunedì il consiglio dell’ordine forense di Reggio, per ragionare sulla delicata situazione in cui si trova la procura dopo la spaccatura emersa con la notizia dell’esposto firmato da quattro sostituti procuratori che criticano l’organizzazione e la gestione del lavoro del procuratore capo Marco Mescolini. Un esposto presentato lo scorso settembre al Csm. E il Consiglio superiore della magistratura ha aperto un procedimento nei confronti di Mescolini, che potrebbe sfociare anche col suo trasferimento. Negli atti raccolti, anche i messaggi, risalenti al 2018, tra Mescolini e Luca Palamara, ex Anm poi indagato per corruzione e pochi giorni fa radiato dall’ordine. In quegli scambi Mescolini, che dopo una votazione era già uno dei due rimasti in lizza, assieme ad Alfonso D’Avino, per ricoprire il ruolo di procuratore capo a Reggio, chiedeva a Palamara conto dei ritardi della sua nomina e veniva rassicurato. Lunedì l’ordine voterà una presa di posizione che potrebbe rivelarsi meno diplomatica di quella manifestata all’indomani della pubblicazione di questi messaggi.
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