REGGIO EMILIA – Con l’avvicinarsi dell’udienza che in tribunale vede da una parte la Pallacanestro Reggiana e dall’altra Stu Reggiane, torna di attualità la Casa Biancorossa.
Il progetto era stato presentato nel dicembre 2023 dalla società cestistica che avrebbe voluto trasformare il capannone 15A del Reggiane Parco Innovazione nella sua sede e in un centro sportivo all’avanguardia. La realizzazione non solo si è arenata ma, quest’estate, è stata al centro di una burrascosa vicenda, tra comunicati stampa, diffide e domande senza risposta.
La società di basket presieduta da Veronica Bartoli ha citato in giudizio in sede civile Stu, controllata dal Comune, per presunti ritardi nella bonifica del capannone delle ex Reggiane. Ritardi che, a detta della Pallacanestro Reggiana, avrebbero compromesso l’iter del progetto e l’accesso a possibili finanziamenti. Un’accusa infondata e pretestuosa, secondo Stu Reggiane.
Nel frattempo la bonifica dell’area è stata completata mentre il progetto esecutivo non è mai stato presentato. Nulla si sa, di ufficiale, su dettagli tecnici e piani finanziari. Le indiscrezioni che trapelano parlano di tentativi di riaprire il dialogo tra la Pallacanestro Reggiana e il comune di Reggio. E della volontà della famiglia Bartoli di andare avanti, con un progetto ridimensionato nei costi e nelle funzioni: dai 20 milioni di cui inizialmente si era parlato a meno della metà per realizzare uno spazio con una forte vocazione commerciale. Sarà vero?
Stu Reggiane si dice disponibile a riprendere a collaborare qualora ci siano le condizioni. Al momento l’unica certezza è che la causa in tribunale resta in piedi.
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