REGGIO EMILIA – L’Anci nazionale chiede aiuto, i Comuni chiedono aiuto. Da settimane sono alle prese con un lavoro di taglia e cuci tra orari ridotti delle palestre, scelte sull’illuminazione pubblica, slittamento di una settimana dell’accensione degli impianti. E tutto per recuperare 40mila euro qui e 20mila là.
Cifre irrisorie per il futuro che aspetta tutti, enti locali compresi. Finora i danni non si sono visti perché lo Stato ha concesso il permesso di utilizzare i risparmi anche per la spesa corrente, ma il 2023 è dietro l’angolo. Serve un miliardo di euro a livello nazionale. Quello che occorre al territorio provinciale lo ha ipotizzato il coordinatore provinciale dell’associazione negli studi de Il Graffio, ovvero il primo cittadino di Rubiera, Emanuele Cavallaro: “Stimiamo un aumento pro capite per i cittadini di 35-40 euro; lo Stato dovrebbe garantire almeno le utenze delle scuole statali, e poi il Governo dovrebbe anche garantire che non ci saranno distacchi fino a primavera, che tutti possano rimanere al caldo nei mesi più freddi dell’anno”. Cavallaro fa l’esempio sul Comune di cui è sindaco, Rubiera: nel 2023 avrà un milione da recuperare. “Non siamo assolutamente in grado di mettere a punto il previsionale del 2023 con i servizi come li abbiamo sempre immaginati”.
Sul tema riscaldamento, si sta muovendo con Iren l’Anaci, l’associazione amministratori condominiali e immobiliari. “Chiediamo che i pagamenti non vengano richiesti secondo l’anno termico, poi c’è da monitorare il ‘fai da te’ perché il tema della sicurezza è importante”, ha detto il presidente provinciale Anaci, Roberto Cucchi.
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