REGGIO EMILIA – Un lavoratore dipendente tipo che percorre 40 km al giorno tra casa e lavoro, tra andata e ritorno, con un’auto diesel di piccola cilindrata con i costi attuali del carburante spende circa 108 euro al mese contro gli 88 euro del novembre scorso. Un esempio che spiega bene il motivo per cui si stia tornando a parlare con insistenza di smart working, visto che secondo l’Unione europea lo “choc energetica sarà prolungato”.
Una linea che sul territorio ha subito sposato la Cisl Emilia Centrale: “‘Il vento dell’austerity soffia forte: essere pronti ad attivare una misura condivisa significa tutelare i lavoratori e lasciare il carburante alle filiere come autotrasporto e logistica, che riforniscono i supermercati e sostengono il manifatturiero. Il grido d’allarme che arriva da questa filiera dovrebbe preoccupare tutti e rischia di avere un effetto pesante sul carrello della spesa“, osserva Rosamaria Papaleo, segretaria generale Cisl Emilia Centrale.
Ecco dunque nello specifico l’appello del sindacato: “E’ appena partito OsservaRe, l’osservatorio di Provincia, Comuni e Confindustria reggiana, che si pone l’obiettivo di prendere decisioni con una forte visione d’insieme. Decidere cosa fare nel pieno di una crisi energetica, mentre si parla sempre più forte di razionamento, sarebbe un banco di prova formidabile e necessario, per OsservaRe”.
A tal proposito la Cisl Funzione Pubblica dell’Emilia centrale ha già compiuto un primo passo significativo e ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia di Reggio chiedendo loro di aumentare laddove possibile la quota di lavoratori in smart working.





