REGGIO EMILIA – Oggi il carcere di Reggio è Covid Free, ma a febbraio, quando la variante inglese ha superato le mura della casa circondariale, la situazione era diventata critica.
Il focolaio è arrivato a contare fino a 217 positivi sui 330 detenuti. In 17 sono stati ricoverati in ospedale, due in terapia intensiva. Gli altri sono stati gestiti all’interno della struttura. Per questo la celebrazione del 204° anniversario della fondazione del corpo di polizia penitenziaria quest’anno ha assunto un significato importante. “Festa densa di significato – le parole di Lucia Monastero, direttrice del carcere reggiano – Abbiamo superato un periodo di grande criticità che ci aveva investito”.
Secondo la direttrice Monastero oggi non ci sono problemi di organico: “In questo momento non parliamo di sovraffollamento perché in quei mesi sono state bloccate le assegnazioni agli ingressi. Adesso la popolazione sta tornando a crescere, ma siamo ancora a un livello numerico adeguato”.
Il sindacato Sappe denuncia però le gravi carenze del personale, già provato dalla gestione della pandemia. “L’organico prevede 240 agenti, a oggi siamo 175 – dice il segretario provinciale Michele Malorni – A luglio terminerà il corso di formazione, è assolutamente necessario che il ministero della giustizia assegni a Reggio nuove unità”.
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