REGGIO EMILIA – Ospite d’eccezione per inaugurare il nuovo ciclo di incontri della Luc, la Libera università del Crostolo. Sala esaurita all’università, nella sede dell’ex seminario per il direttore di Limes Lucio Caracciolo. Lo abbiamo intervistato partendo dalla notizia del giorno ovvero la liberazione, in Venezuela, dell’operatore umanitario Alberto Trentini dopo oltre un anno di detenzione
***
Le parole di Caracciolo a Tg Reggio
Alberto Trentini è stato liberato. In questo risultato, quanto c’entra il fatto che il governo italiano abbia riconosciuto la la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodriguez come un’interlocutrice politica, cosa che non aveva mai fatto con Maduro?
Molto semplicemente gli americani hanno fatto un accordo con la signora Rodriguez. La lasciano a capo del regime, almeno per ora, e lei fa delle concessioni tra cui quella di Trentini e noi ne approfittiamo e ci rallegriamo.
Come definisce la reazione dell’Italia all’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela, con il ministro degli Esteri Tajani e la premier Meloni che hanno sostenuto la legittimità di questa azione?
È interessante il termine “legittimo”, perché questo è un atto politico, se vogliamo geopolitico. Quasi tutti gli altri paesi europei, spagnoli sicuramente, altri un po’ meno, si sono distanziati. Alcuni hanno accusato gli americani di avere fatto qualcosa che non si deve fare, noi siamo in questa fase, nell’ambito europeo, quelli più vicini all’America e viceversa.
L’intervento degli Stati Uniti in Venezuela ha messo in evidenza quale volto dell’impero americano? Quello di un colosso che avendo paura della fine di un ordine mondiale unipolare agisce con la forza?
Sì. Gli americani dicono “might is right ” la potenza è diritto. Un termine brutale che rende quello che è l’approccio di questa amministrazione al mondo. Cioè abbiamo bisogno di riflettere in piedi l’America, abbiamo bisogno di risorse, di coesione sociale, tutti i mezzi sono leciti.
Cosa dobbiamo aspettarci da Trump, da un presidente che minaccia la Colombia, fa pressioni su Cuba, ha attaccato in Nigeria, vorrebbe attaccare l’Iran, oltre alle mire di annessione sulla Groenlandia….
L’atteggiamento di Trump è quello del pokerista che gioca con le carte ben coperte, ci sorprende spesso. Il rovescio della medaglia è che in questo modo perde parecchia credibilità e quindi prima di fare un accordo con un signore o Un’amministrazione che cambia idea ogni 5 minuti ci si pensa di più.
Reggio Emilia Donald Trump Libera Università del Crostolo Lucio Caracciolo










