REGGIO EMILIA – Ieri, 3 marzo, si è celebrata la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica (World Wildlife Day). La ricorrenza coincide con l’anniversario della firma, nel 1973, della Convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species), un accordo internazionale volto a regolamentare il commercio di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, anniversario celebrato dal calendario Cites 2026 che racconta i 50 anni di incessante azione di tutela della biodiversità in Italia posta in essere, dapprima dal Corpo Forestale dello Stato e, successivamente, dall’Arma dei Carabinieri. L’edizione 2026 presenta un focus sulle 12 specie simbolo, raccontandone storie di tutela, di recupero e di rinascita. 
Una occasione speciale quindi per gli stessi carabinieri forestali per diffondere il bilancio delle attività svolte nel 2025 a Reggio Emilia e provincia. In materia ambientale, sono stati oltre 6000 gli accertamenti realizzati, soprattutto nei settori della tutela del territorio, della fauna e della gestione dei rifiuti.
Circa i 150 reati contestati, oltre 80 persone denunciate. Le condotte illecite accertate hanno riguardato principalmente il settore dei rifiuti e degli inquinamenti, immediatamente precedente a quello della tutela degli animali.
Il settore della tutela della fauna registra inoltre il maggior numero di sanzioni amministrative, pari a circa un quarto del numero totale. Nella provincia reggiana sono stati sanzionati oltre 170 illeciti amministrativi totali, per un importo totale di oltre 130mila euro.
Un’altra importante attività di vigilanza è svolta dal Reparto Carabinieri Parco Appennino Tosco Emiliano che, nel 2025, ha contestato 11 violazioni amministrative sui tagli boschivi realizzati all’interno dell’area tutelata, per un importo totale di oltre 16mila0 euro.
L’Unità Cinofila Antiveleno ha svolto 26 sopralluoghi in supporto di altri reparti, per la ricerca di esche avvelenate, fenomeno tristemente in crescita.

Il Nucleo Carabinieri CITES, competente sulle province di province di Reggio, Modena, Parma e Piacenza, ha svolto un’importante azione di monitoraggio e presidio, emettendo circa 800 certificati di esportazione e ri-esportazione di specie tutelate dalla convenzione di Washington, che hanno permesso a decine di aziende presenti sul territorio di poter effettuare scambi commerciali con omologhi stranieri nel pieno rispetto della legalità. Sempre nello stesso anno, sono stati effettuati circa 180 controlli, con un incremento del 70% rispetto al 2024. Tali accertamenti hanno portato alla luce numerosi illeciti, puniti con sanzioni amministrative pari a circa 23.000 euro.










