REGGIO EMILIA – Olimpiadi di Vancouver, 27 febbraio 2010. Giuliano Razzoli, da Razzolo di Villa Minozzo vince lo slalom speciale, il solo oro olimpico per gli azzurri in quella edizione dei giochi. 22 anni dopo Alberto Tomba, un italiano sale sul gradino più alto del podio della disciplina. Ancora oggi, quella del campione reggiano è l’unica medaglia d’oro maschile dello sci alpino degli anni Duemila. Potremmo continuare, parlando di che cosa vuole dire per un atleta partecipare alle olimpiadi e del valore che ha un successo di questo tipo per il movimento di base. Ma ci fermiamo.
Giuliano Razzoli non sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026. E’ stato invitato dal comitato organizzatore, ma come semplice spettatore. Il cuore dello spettacolo sarà allo stadio San Siro, ma tutti i luoghi delle gare si animeranno, con artisti nazionali ed internazionali. Massimo riserbo sugli ultimi tedofori che accenderanno i due grandi braceri a Milano e a Cortina, ma di certo tra questi non ci sarà il campione di Villa Minozzo. Eppure nella staffetta sono stati coinvolti anche personaggi che con lo sport non c’entrano proprio nulla.
La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi è il momento in cui il paese che ospita i giochi si racconta, anche attraverso i suoi campioni, quelli che hanno scritto la storia dello sport italiano. Evidentemente, per il comitato organizzatore, vincere una medaglia d’oro olimpica non è una condizione sufficiente per essere tra i protagonisti dell’evento che sarà trasmesso in mondovisione. Avremo comunque la possibilità di vedere Razzo durante le olimpiadi a ‘Notti Olimpiche‘ ogni sera alle 22,45 su Rai2. Sarà in veste di opinionista per commentare le gare della giornata ma ci farà comunque ricordare le emozioni di quel 27 febbraio 2010 a Vancouver.
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