CAMPEGINE (Reggio Emilia) – Il paese della bassa entra ufficialmente nel percorso reggiano delle pietre d’inciampo con la posa della prima targa in ottone dedicata a Francesco Montanari, deportato e ucciso dai nazisti nel 1944. La cerimonia si è svolta in via Cavatorti 116, davanti all’abitazione in cui l’uomo visse prima della cattura e della prigionia nei campi di lavoro tede(schi.
All’iniziativa hanno partecipato il sindaco Alessandro Spanò, i co-direttori di Istoreco Gemma Bigi e Matthias Durchfeld, le classi terze della scuola media di Campegine coinvolte nella ricerca storica, i familiari di Montanari e i rappresentanti dell’Anpi locale. La posa è stata promossa da Istoreco insieme al Comune, all’Anpi e alla Provincia, come momento di memoria condivisa dedicato a una delle tante vittime reggiane della deportazione.

Il progetto delle pietre d’inciampo, nato dall’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, conta oggi oltre centomila installazioni in Europa ed è considerato il più grande monumento diffuso contro il nazifascismo. Nel reggiano le pietre sono 149 in 26 Comuni; Campegine si aggiunge nel 2026.

Francesco Montanari, nato nel 1920, venne catturato in Sicilia il 9 settembre 1943 dopo aver rifiutato di collaborare con i tedeschi come internato militare italiano. Deportato nello Stalag in Germania, morì il 4 novembre 1944 durante un bombardamento aereo. Le sue spoglie riposano oggi nel cimitero di Campegine accanto al fratello Giuseppe.

«Con questa pietra – ha dichiarato il sindaco Spanò – aggiungiamo un tassello prezioso alla memoria della nostra comunità. Anche una persona semplice come Montanari può lasciare un esempio che attraversa il tempo. Ringrazio Istoreco, la scuola e gli studenti per il lavoro svolto».











